Il faro di Marco Ciarlo, sulla spiaggia di Bergeggi

Lungo l'Aurelia, a Bergeggi, in provincia di Savona, una nuova costruzione si ispira a quella in rovina che ha sostituito. Si chiama Il Faro ed è firmata dallo studio savonese Marco Ciarlo Associati, con la collaborazione dello Studio Daniele. Il nuovo edificio è stato ispirato da quello demolito, occupato un tempo dall'albergo-ristorante Il Faro e costituito da due volumi di altezza diversa, costruito direttamente sulla spiaggia ed elevato fino all'Aurelia, con una forza che sembrava sorgere direttamente dalle rocce.

Il Faro Bergeggi by Marco Ciarlo Associati Il Faro Bergeggi by Marco Ciarlo Associati

Più possente del precedente, questo appena inaugurato non dà la stessa impressione di leggerezza ed elevazione, anche se ai quattro angoli fanno ancora capolino forme rocciose che "nascondono" il primo piano. Il nuovo edificio ospita sei alloggi di lusso e ha un piano terra di uso pubblico, direttamente sulla spiaggia.

Il Faro Bergeggi by Marco Ciarlo Associati Il Faro Bergeggi by Marco Ciarlo Associati

L'edificio principale riprende le forme del precedente e ha sul proprio lato sud-orientale un volume più piccolo, che cita il suo omologo antico, sventrato e in rovina, con grandi loggiati aperti sul mare.

Le geometrie sono rigorose e severe, accentuate dal rivestimento in conci di pietra naturale, che disegna e sottolinea legami e differenze tra i due volumi; il ritmo e le forme delle aperture citano l'edificio antico.

Il Faro Bergeggi by Marco Ciarlo Associati Il Faro Bergeggi by Marco Ciarlo Associati

Niente è concesso al colore tipico delle case di quest'angolo di Liguria: il rigore formale e la pietra naturale intendono stabilire un legame profondo con il cromatismo delle spiagge, nel tentativo di costruire la nuova immagine dell'edificio, ossia, spiegano gli architetti, "un monolite generato direttamente dalla sabbia e dalle rocce su cui è appoggiato".

Il Faro Bergeggi by Marco Ciarlo Associati Il Faro Bergeggi by Marco Ciarlo Associati

Le foto sono di Aldo Amoretti.


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